Gigantismo negli abissi marini

Gigantismo negli abissi marini

Negli abissi marini vivono crostacei dalle dimensioni sorprendenti. Uno degli esempi più noto è quello dell’isopode gigante Bathynomus, parente marino dei minuscoli porcellini di terra. Pur taluni anfipodi delle profondità raggiungono dimensioni rispettabili. Questo fenomeno è conosciuto come gigantismo abissale, e le sue cause non sono riconducibili a una sola spiegazione; è il risultato di diversi fattori ambientali ed evolutivi. Sicuramente uno dei più importanti è la temperatura: nelle profondità oceaniche l’acqua è fredda e relativamente stabile e, dacché i crostacei sono animali ectotermi, il loro metabolismo dipende dalla temperatura dell’ambiente. Un metabolismo più lento può essere associato a una crescita lenta e a una vita più lunga, permettendo ad alcune specie di raggiungere dimensioni considerevoli (vedasi il Dardanus megistos). Anche la disponibilità di ossigeno ha un ruolo: l’acqua fredda contiene più ossigeno e, in alcuni crostacei, il rapporto tra temperatura, respirazione e disponibilità di ossigeno sembra giocare un ruolo sulle dimensioni dell’animale stesso. Non si tratta, tuttavia, di una legge e le condizioni mutano a seconda della profondità e della zona dell’oceano.

Altro elemento è la scarsità di cibo. A migliaia di metri di profondità non arriva la luce del Sole e perciò non esistono tanti organismi fotosintetici che costituiscono la base stessa di molte catene alimentari marine. Gran parte del nutrimento arriva dall’alto sotto forma di particelle organiche, resti di animali e occasionalmente grandi carcasse; arriva cioè sotto forma di «doni». Per un crostaceo abissale, trovare molto cibo è un evento raro e, a prima vista, sembra strano che un ambiente povero di risorse favorisca la crescita di animali di grandi dimensioni, ma un corpo grande permette anche di accumulare maggiori riserve energetiche e aiutare perciò durante lunghi periodi di digiuno. Gli isopodi giganti, per esempio, sono animali opportunisti, non si nutrono cioè di una sola fonte. Le grandi dimensioni possono rendono più efficienti gli spostamenti su fondali sterminati, rendendo più efficace la ricerca di cibo.

La pressione elevatissima degli abissi viene persino indicata come la causa principale del gigantismo, ma la situazione è più complessa. Gli animali che vivono a grandi profondità possiedono adattamenti fisiologici e biochimici che permettono alle cellule loro di funzionare sotto il peso immenso della colonna d’acqua, tuttavia non è possibile affermare che una pressione maggiore produca animali più grandi. Perciò, non tutti gli abitanti degli abissi sono giganti: moltissime specie sono piccolissime e il gigantismo appare in determinati gruppi. Le dimensioni eccezionali di taluni crostacei paiono essere la combinazione di freddo, metabolismo lento, disponibilità di ossigeno, scarsità di cibo, capacità di accumulare energia e strategie di sopravvivenza specifiche.

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